Chirurgia protesica monocompartimentale con Rosa knee
Negli ultimi anni la chirurgia protesica del ginocchio ha compiuto passi da gigante, non solo nella qualità dei materiali ma anche nella precisione dell’intervento. Quando l’artrosi interessa un solo compartimento dell’articolazione, la chirurgia monocompartimentale rappresenta oggi una soluzione mirata e meno invasiva rispetto alla protesi totale.
La chirurgia monocompartimentale di ginocchio
Gli interventi di protesi monocompartimentali sono solitamente indicati in pazienti che presentano un’artrosi in un solo compartimento (medio o laterale), oppure per pazienti che in passato si erano sottoposti a meniscectomia e nei quali si è poi sviluppato un grado di artrosi. Altre patologie per le quali la chirurgia monocompartimentale può essere efficace sono le osteonecrosi come la necrosi del condito femorale, oppure un grado di artrosi mediale.
La tecnologia di Rosa knee per la chirurgia protesica
In Habilita Villa Igea, la casa di cura di Acqui Terme (AL), specializzata proprio nella chirurgia protesica, ad oggi il 25% degli interventi di protesi al ginocchio, sono monocompartimentali. Il presidio, da circa 5 anni e mezzo, è dotato del sistema robotico Rosa Knee che supporta il chirurgo in sala operatoria. Oggi questo sistema, oltre che per gli interventi di protesi completa, potrà essere utilizzato anche per quelle monocompartimentali.
Il primo intervento di monocompartimentale con la robotica
Particolarmente soddisfatto il Dr. Federico D’Amario, responsabile dell’unità di robotica di Habilita Villa Igea. «Da poco tempo abbiamo a disposizione il nuovo software del sistema robotico Rosa Knee per la chirurgia monocompartimentale e quindi oggi abbiamo eseguito il primo intervento di questo tipo con il supporto del robot. Si tratta di un paziente con un’artrosi mediale di ginocchio con integrità del crociato anteriore. L’ intervento è durato meno di un’ora con tecnica robotica.
Gli sviluppi futuri
È l’inizio di un nuovo viaggio e spero che ci porterà lontano come è stato il progetto della protesi totale di ginocchio, per il quale abbiamo già superato i 1300 interventi. Qui in Habilita Villa Igea abbiamo alle spalle una grande esperienza nel campo delle protesi monocompartimentali. Ora, la possibilità di poter utilizzare un elemento tecnologico in questo contesto ci rende molto ottimisti e sicuri che potremo effettuare importanti miglioramenti raggiungendo standard ancor più elevati».
I vantaggi del robot in sala operatoria
Il sistema robotico Rosa Knee consente al chirurgo di avere indicazioni molto importanti sulla condizione del ginocchio del paziente. In particolare, prima dell’intervento (o nelle fasi iniziali in sala), il sistema consente di pianificare le dimensioni della protesi, l’allineamento dell’arto e il posizionamento ideale degli impianti. Durante l’intervento, Rosa monitora in tempo reale la posizione degli strumenti, aiuta a eseguire tagli ossei con elevata precisione e verifica che le resezioni rispettino quanto pianificato. Tutto ciò riduce il margine di errore millimetrico.
La macchina non sostituisce, ma aiuta l’uomo
«Rosa Knee non sostituisce il chirurgo – spiega il Dr. D’Amario –, ma ne amplifica l’accuratezza decisionale e tecnica. L’esperienza clinica resta centrale: la tecnologia fornisce dati e assistenza, ma le scelte operative sono sempre mediche. Il medico, oltre ad avere la sua tecnica e le sue competenze, può contare anche sulle skills del robot e, di conseguenza può confrontare i suoi dati con le valutazioni della macchina e verificare che il risultato finale venga confermato anche da Rosa knee».