Riabilitazione del pavimento pelvico

Il servizio presso la sede di Zingonia e di Osio Sotto

Nelle sedi Habilita di Zingonia e Osio Sotto è stato attivato il servizio di Riabilitazione del Pavimento Pelvico. Abbiamo incontrato la fisioterapista Stefanie Grace Jansz Vega, specializzata proprio in questa particolare attività. Le abbiamo chiesto di spiegarci meglio in che cosa consista la riabilitazione del pavimento pelvico. «Consiste – spiega Stefanie – nella riabilitazione dell’area perineale, zona composta da muscoli, tendini e legamenti che si trovano nella piccola pelvi, all’interno del bacino. Questa zona ha funzione ginecologica, urologica e proctologica. Ci permette di avere continenza urinaria e fecale, di avere rapporti sessuali e di procreare. In particolare, la riabilitazione si occupa di recuperare la funzionalità di queste strutture per raggiungere di nuovo un benessere del pavimento pelvico, sia nell’uomo che nella donna».

Chi può avere bisogno di questa riabilitazione?

«Chiunque abbia problemi di incontinenza da sforzo e/o d’urgenza, sensazione di mancato svuotamento, sia urinaria che fecale, defecazione ostruita o stipsi, dolore durante i rapporti sessuali o impossibilità di essi, cistiti ricorrenti o post-coitali, così come la preparazione o la riabilitazione per un intervento in questo distretto corporeo. Le patologie che possono essere trattate con questa riabilitazione specifica sono: le incontinenze, che si verificano nel maschio soprattutto post-prostatectomia e nella donna per diversi motivi come la cattiva gestione degli sforzi, il periodo post-parto, la menopausa. Ci sono poi casi di cistiti abatteriche, interstiziali, post-coitali, ricorrenti: anche in questi casi l’azione riabilitativa può rivelarsi efficace. Altra patologia per cui può essere necessario sottoporsi ad un trattamento è la stipsi, comune in entrambi i sessi, anche da tenera età. Infine, ci sono le disfunzioni sessuali, come dispareunia, di cui la vulvodinia è la causa più comune, il vaginismo, oppure altre cause anatomiche o funzionali».

In cosa consiste la riabilitazione?

«Spesso queste patologie nascono per cattive abitudini all’interno della nostra vita quotidiana. La riabilitazione inizia con l’educazione comportamentale del paziente e la presa di coscienza del proprio pavimento pelvico. Viene inoltre utilizzata la terapia manuale in zona pelvi-perineale, la chinesiterapia, ovvero esercizi specifici per il pavimento pelvico e, a volte, anche terapia strumentale come biofeedback ed elettrostimolazione».

Qual è l’obiettivo della riabilitazione?

«L’obiettivo della riabilitazione del pavimento pelvico è quello di aiutare i pazienti a riprendere le funzionalità perse, per tutti i diversi motivi segnalati prima. Poiché molte di queste patologie sono dovute a gestione errata degli sforzi di vita quotidiana e alle sue conseguenze, la riabilitazione non solo può aiutare i pazienti a correggere queste abitudini e la sintomatologia causata, ma anche a prevenire eventuali future disfunzioni».

Quali sono i segnali che fungono da campanello d’allarme e che ci dovrebbero far capire che potremmo aver bisogno di un trattamento riabilitativo?

«La premessa fondamentale è che per qualsiasi dubbio o perplessità si debba sempre informare il vostro medico di base o lo specialista. Alcune dei segnali che potrebbero indicare la necessità di riabilitazione del pavimento pelvico sono l’incontinenza urinaria o fecale, la sensazione di mancato svuotamento, sia urinario che fecale, l’urgenza minzionale, la stipsi, quindi una defecazione minore a 3 volte a settimana affiancata da dolore o difficoltà defecatoria. Altri eventuali campanelli d’allarmi sono l’impossibilità di avere rapporti sessuali o dolore/bruciore durante gli stessi, cistiti ricorrenti, spesso abatteriche. Infine, una sensazione di peso a livello uro-gine-proctologico, potrebbe segnalare un prolasso».

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