L’ambulatorio di anca e ginocchio

In Habilita San Marco, il poliambulatorio in Piazza della Repubblica 10, nel cuore di Bergamo, si amplia il servizio di Ortopedia. In particolare, è stato attivato un nuovo ambulatorio per le patologie di anca e ginocchio con la presenza del Dr. Giovanni Cavallazzi, specialista in ortopedia e traumatologia. A lui abbiamo chiesto di approfondire il tema della gonartrosi al ginocchio, problematica che incontra frequentemente nei pazienti dell’ambulatorio. «La gonartrosi è una patologia degenerativa dell’articolazione del ginocchio che si manifesta attraverso un dolore inizialmente occasionale e saltuario e che poi, progressivamente, con il peggioramento della problematica, diventa sempre più persistente e con un incremento dell’intensità del dolore. Si verifica a causa della degenerazione della cartilagine articolare: una volta danneggiata o usurata infatti la cartilagine non è in grado di rigenerarsi, per cui il processo artrosico progredisce fino a determinare una significativa limitazione dei movimenti. Quando la cartilagine viene danneggiata l’articolazione reagisce aumentando la produzione del liquido sinoviale (che ha il compito di lubrificare le superficie articolari) e contemporaneamente le ossa formano degli speroni ossei detti osteofiti».
Ci sono soggetti più a rischio?
«Sì, direi che le persone più a rischio sono quelle più anziane, o persone giovani che hanno subito un trauma pregresso (in questo caso si parla di artrosi secondaria), oppure esiti da interventi chirurgici. A queste aggiungerei anche le persone in sovrappeso, quelle che soffrono di patologie reumatiche e quelle che hanno familiarità per osteoartrosi».
Come si interviene per questo tipo di patologia?
«Ci possono essere diverse strade da seguire, a seconda dell’entità dell’artrosi. Se è lieve o moderata si ha un beneficio dalla terapia infiltrativa con acido ialuronico, a volte con corticosteroidi o con la nuova medicina rigenerativa che si è dimostrata efficace in diversi casi. In queste situazioni la terapia conservativa ha l’obiettivo di alleviare il dolore e migliorare la funzionalità del ginocchio. Nelle situazioni più gravi, se la terapia conservativa dovesse risultare inefficace e il paziente avesse una qualità di vita ridotta, allora può esserci l’indicazione per un trattamento chirurgico per la sostituzione dell’articolazione con una protesi articolare».
Sottoporsi ad un intervento di chirurgia protesica risolve definitivamente il problema?
«Esatto. Al termine dell’intervento e del periodo di riabilitazione, la qualità della vita torna a essere ottimale. Il paziente ritrova infatti la completa mobilità del ginocchio è può tornare a condurre una vita normale».

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