L’ambulatorio anti-fumo

In Habilita Osio Sotto è disponibile l’ ambulatorio antifumo. Il servizio prevede un incontro iniziale con la specialista in pneumologia, un supporto psicologico e un monitoraggio periodico dei progressi del paziente. Referente del progetto è la Dr.ssa Annamaria Villa, pneumologa, che ci spiega l’importanza della motivazione del paziente quando decide di smettere di fumare.

«A tutti i pazienti che incontro durante le visite pneumologiche, propongo l’accesso all’ambulatorio per smettere di fumare, ma, allo stesso tempo, raccomando di presentarsi solo nel momento in cui sono davvero convinti di voler interrompere la loro dipendenza dal fumo. Ricordiamo che la terapia aiuta a non avere il cosiddetto “craving”, ovvero il forte desiderio di assumere la sostanza, ma la motivazione gioca un ruolo fondamentale. Considerate che la nicotina crea una dipendenza più forte di quella che esercitano sostanze come cocaina o eroina. Oltre a quella psicologica esiste quindi una difficoltà legata anche alla dipendenza fisica. Se una persona si presenta pensando di prendere un farmaco per smettere di fumare, non ci riuscirà mai: dev’essere motivata a voler smettere e, in quel caso, il farmaco gli darà un aiuto importante sulla componente fisica».

Lei, solitamente, a chi consiglia di smettere di fumare?

«Solitamente propongo questo percorso a tutti i pazienti fumatori perché il fumo causa il 66% delle patologie, oltre a inquinare aria e suolo. Bisogna tener presente che una sigaretta emette polveri sottili come mezz’ora di motore diesel Euro 1. Ma è fondamentale che siano convinti in quanto un eventuale insuccesso potrebbe far perdere del tutto la fiducia e la motivazione provocando, di conseguenza, l’incapacità di provare nuovamente a smettere di fumare».

Soprattutto nei casi più gravi, smettere di fumare stabilizza la situazione o la migliora?

«La migliora notevolmente. Certo, non tornerà mai come prima di iniziare a fumare, ma si interromperebbe quel circuito per il quale il monossido di carbonio si attacca ai globuli rossi impedendogli per 120 giorni di trasportare ossigeno. E i vantaggi per l’organismo sono evidenti fin dai primi momenti in cui si smette. Sottolineo, però, la necessità che alla base sia presente una forte motivazione: se quella manca non è possibile effettuare alcun percorso efficace».

Perché è così difficile liberarsi dalla dipendenza da nicotina?

«La nicotina è una sostanza che agisce in maniera che definirei “subdola”. Se una persona è stressata e fuma una sigaretta con intensità, la quota di nicotina aspirata riesce a garantire relax al fumatore. Se, al contrario, il fumatore vuole trovare uno stimolo e fuma più lentamente, la nicotina inalata fornisce la sensazione di carica che il fumatore ricercava. Tra le sostanze d’abuso è una delle più eclettiche in quanto risponde in maniera differente a seconda delle necessità del fumatore. Intuite facilmente che diventa poi molto difficile smettere di fumare».

Tra i metodi alternativi per smettere di fumare, in passato avevano riscosso un gran successo le sigarette elettroniche. Quanto sono efficaci?

«In passato si riteneva che le sigarette elettroniche potessero fornire un aiuto importante per smettere di fumare. In realtà si è scoperto che anche le sigarette elettroniche sono cancerogene a causa degli aromi (classificate come additivi alimentari) che non nascono per essere bruciati e bruciando diventano dannosi. Inoltre, dall’introduzione della sigaretta elettronica, per la prima volta in 60 anni, si è assistito a un aumento dei consumatori di sigarette tradizionali. La sigaretta elettronica è vista come meno pericolosa e fa da volano per iniziare a consumare le sigarette tradizionali».

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