Habilita, una delle prime realtà a usare la robotica

Il gruppo sanitario Habilita è stato uno dei primi a ricorrere all’utilizzo della robotica nell’ambito della chirurgia ortopedica. Nel 2020, nonostante le enormi difficoltà legate alla pandemia, in Habilita Villa Igea, la casa di cura di Acqui Terme (AL), è stato avviato il progetto Rosa Knee, un sistema ideato per supportare le équipe chirurgiche durante gli interventi ortopedici, consentendo il posizionamento ottimale della protesi del ginocchio.
La differenza rispetto alle metodiche convenzionali è la costruzione di un modello anatomico tridimensionale (3D) del ginocchio che aiuta il chirurgo a pianificare molti aspetti dell’intervento già in fase pre-operatoria. Nel corso della procedura Rosa Knee utilizza una telecamera e localizzatori ottici posizionati sulla gamba per conoscere in modo esatto la posizione del ginocchio nello spazio.
Ma parliamo di numeri. A distanza di due anni e mezzo dall’avvio del progetto, sono stati effettuati oltre 640 impianti grazie a Rosa Knee. Il responsabile della Robotic Unit di Habilita, il Dr. Federico D’Amario, si dice particolarmente soddisfatto dei risultati conseguiti fin a ora: «Attualmente tutte le équipe di Villa Igea sono state abilitate all’utilizzo di questa piattaforma robotica, e questo ci consentirà di incrementare ulteriormente gli impianti realizzati con Rosa Knee. Nel 2024 arriveremo a 400 impianti all’anno. In Italia sono pochissime le strutture in possesso di questo sistema e come dimostrano i numeri, Habilita è quella che la utilizza con maggiore frequenza. In questi due anni grazie alla robotica, abbiamo ottenuto grandissimi risultati anche in termini clinici di recupero di pazienti. Le persone che si rivolgono a noi ormai conoscono questa modalità di intervento e la affrontano senza alcun timore o perplessità. La chirurgia robotica è un plus rispetto alla chirurgia di ginocchio».

L’importante mole di lavoro svolta in poco più di due anni ha permesso il raggiungimento di un altro importante traguardo. «Ora possiamo iniziare gli studi clinici retrospettivi e prospettici – prosegue il Dr. D’Amario – in quanto siamo in possesso di follow up a distanza di due anni di un numero considerevole di pazienti. A questo proposito Zimmer Biomet, l’azienda produttrice di Rosa Knee, ha messo a punto il sistema integrato MyMobility, una piattaforma che, connettendo chirurgo e paziente, raccoglie i risultati intra e post-operatori del paziente, e mette a disposizione degli specialisti una quantità enorme di dati. Oggi, grazie a questa applicazione virtuale, possiamo acquisire tantissime informazioni. MyMobility connette il paziente con il chirurgo e il team di assistenza, dispensando utili promemoria per il completamento delle attività, fornendo contenuti educativi e piani di assistenza personalizzati, tracciando attraverso i suoi sensori biometrici i progressi ottenuti».

L’avvio di studi clinici abbinati all’utilizzo di piattaforme virtuali che aumentano il coinvolgimento del paziente nel suo percorso di recupero è la dimostrazione dell’alta qualità del lavoro svolto in Habilita dall’avvio del progetto Rosa Knee. «In autunno è previsto anche l’arrivo del nuovo modulo di Rosa anche per l’anca, e noi saremo i primi a poterlo utilizzare in Italia. Se tutto procede secondo il cronoprogramma stabilito, entro la fine dell’anno avremo effettuato già qualche decina di impianti d’anca grazie all’utilizzo della robotica».

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