Elettroencefaogramma, per misurare l’attività elettrica del cervello

Intervista con il Dr. Vincenzo Romeo, neurologo di Habilita che parla di questo particolare esame.

Prosegue il percorso di presentazione dei diversi servizi presenti all’interno della branca di Neurologia di Habilita. Oggi parliamo con il dottor Vincenzo Romeo dell’elettroencefalogramma: si tratta di un esame particolare che viene svoltoesclusivamente nella sede Habilita di Zingonia.

“L’ elettroencefalogramma è un esame che si utilizza in neurologia, – spiega il dottor Romeo – appartiene alla branca della neurofisiopatologia, e consente di registrare l’attività elettrica a livello dello scalpo e del cuoio capelluto. Per l’esame vengono utilizzati degli elettrodi e non viene immessa corrente: anzi, viene solo registrata la corrente prodotta dal cervello. Questo consente di verificare se le condizioni dell’attività elettrica del cervello sono normali oppure sono alterate a causa di patologie o se sono influenzate in modo positivo o negativo dall’utilizzo di determinati farmaci”.

Quali sono i disturbi per i quali sarebbe consigliato sottoporsi a questo esame?

Sono molti i disturbi neurologici per cui è indicato sottoporsi ad un esame elettroencefalografico. Più in generale possiamo considerare che tutte quelle lesioni e alterazioni che determinano dei cambiamenti della funzione elettrica del cervello sono potenzialmente registrabili da un elettroencefalogramma. Il loro monitoraggio consente di adattare l’eventuale terapia in base alle necessità. Un esempio per tutti è quello dell’epilessia. Si tratta di una patologia che per eccellenza determina un’alterazione dell’attività elettrica del cervello: osservare i cambiamenti dell’attività elettrica dovuti all’epilessia e poter registrare i cambiamenti del tracciato elettroencefalografico in base alla terapia applicata consente di monitorare l’andamento della situazione clinica del paziente nel corso del tempo.

Quale ruolo gioca l’elettroencefalogramma nell’individuazione di una determinata patologia?

In realtà tutte le malattie che alterano le funzioni elettriche cerebrali sono potenzialmente monitorabili tramite l’elettroencefalografia. Ad esempio, gli incidenti cerebrovascolari come l’ictus o l’emorragia, oppure la presenza di lesioni espansive cerebrali come i tumori cerebrali possono essere seguiti sotto l’aspetto encefalografico. In questi ultimi casi è importante perché se si dovesse decidere di applicare una terapia per controllare i disturbi derivanti da queste patologie, l’uso dell’elettroencefalogramma ci permette di verificare se la terapia sta avendo effetto o meno.

C’è qualche pericolo nel sottoporsi all’esame elettroencefalografico?

L’elettroencefalogramma è un esame assolutamente innocuo. In generale si assume che la condizione di registrazione del tracciato debba essere fatta in una situazione di massima tranquillità del paziente in quanto tutte le attività che possono stimolare gli elettrodi in modo anomalo rendono potenzialmente il tracciato non più leggibile. La condizione di riposo del paziente è la condizione migliore nella quale noi riusciamo a registrare il tracciato elettroencefalografico e quindi a interpretarlo. La presenza di movimenti eccessivi, di spasmi muscolari, di attivazione muscolare rappresentano di fatto delle controindicazioni che possono anche rendere inutile l’esame. Ribadisco che si tratta di un esame del tutto innocuo: non somministra corrente, in genere non viene somministrato alcun farmaco durante l’esecuzione del tracciato elettroencefalografico. È un esame che registra passivamente l’attività che è presente spontaneamente nel cervello.

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