Anche Habilita presente alle Paralimpiadi di Parigi

I pazienti di Habilita Sarnico lo conoscono perché il suo è il primo volto che incontrano quando giungono in struttura. Mirko Nicoli addetto all’accoglienza utenti che arrivano presso l’ospedale Faccanoni. Non tutti sanno, però che Mirko è anche un atleta paralimpico di alto livello che si sta preparando per i Giochi di Parigi nei 200 metri di canoa. «Tutto ebbe inizio nel 2016 quando, a causa di un incidente, mi è stata amputata la gamba destra. Sempre in quell’anno si svolgevano i Giochi di Rio e guardandoli in tv mi dissi: “Un giorno o l’altro ci sarò anche io”. L’anno dopo iniziai a conoscere la canoa e mi appassionai a questo mondo così particolare e dal 2019 sono entrato nella squadra nazionale. Io sono una persona molto determinata e così, allenamento dopo allenamento, sono riuscito a qualificarmi per l’edizione di quest’anno».

Come ti stai preparando per questo appuntamento?

«Da giugno sono in aspettativa con i permessi sportivi e quindi posso dedicarmi al 100% agli allenamenti. Io mi alleno a Sarnico e a Milano. Devo dire che penso di aver preso una decisione corretta perché i risultati sono incoraggianti».

È la prima volta che puoi partecipare ai Giochi?

«Sì, a Tokyo non ero riuscito a qualificarmi per pochissimo. Ho deciso però di tener duro e da 39enne testardo ho proseguito per l’appuntamento di quest’anno. Alla fine ce l’ho fatta. In questi giorni sto guardando in televisione le gare in corso e ne approfitto per cercare di capire come gli atleti affrontano le gare. È fondamentale l’approccio alla competizione e cerco di cogliere gli sguardi e le espressioni di questi ragazzi che si preparano all’appuntamento più importante della loro vita».

Si tratta, in effetti, di una vetrina straordinaria.

«Esatto. Penso, ad esempio, alla mia specialità. La canoa non è uno sport tra i più popolari, ma questo evento attira l’attenzione di tutto il mondo e quindi diventa tutto più difficile da gestire a livello emotivo».

Quale obiettivo ti sei prefissato?

«Beh, il sogno sarebbe quello di vincere una medaglia. Ma penso che arrivare tra i primi 5 sarebbe comunque un ottimo risultato».

A questo punto non possiamo che fare un grande “in bocca al lupo” a Mirko!

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