Ambulatorio di Medicina Ipobarica a Bergamo

Aperto questo nuovo servizio presso Habilita San Marco.

Da settembre prenderà il via in Habilita San Marco di Bergamo il nuovo ambulatorio di medicina ipobarica. Il referente di questo servizio è il Dr. Christian Salaroli. È lui che ha spiegato che la definizione “medicina ipobarica”, per essere più facilmente compresa dall’utenza, può essere anche sostituita da “medicina di montagna”. «Tecnicamente questo ambulatorio si occupa di medicina ipobarica, ma per far passare meglio il messaggio di quali aspetti comprenda, abbiamo deciso si definirla “medicina di montagna”».

Che cosa è compreso nella medicina di montagna?

“Tutto ciò che comporta un intervento medico per adattare una persona a fare sport a partire da chi lo pratica ad alto livello fino al semplice escursionismo (o sci) per chi lo pratica anche saltuariamente a quote superiori ai 1500 metri slm. È molto importante fare attenzione soprattutto dal punto di vista preventivo. Faccio un esempio. Se io soffro di ipertensione e voglio andare a fare un trekking sopra i 2000 metri, allora prima di partire è necessario consultare il medico di medicina di montagna per capire se è fattibile o se è necessario effettuare degli adattamenti per chi ha delle terapie in corso, se è consigliabile sottoporsi a test ulteriori per capire quale sia la risposta adattativa della persona».

Quali sono le patologie per cui è necessario sentire il medico di montagna?

«Le patologie più ricorrenti per le quali si consiglia un confronto con il medico di montagna sono il paziente cardiopatico, il soggetto con patologia respiratoria e il diabetico. Per chi è già stato ad altissima quota ed ha sviluppato il mal di montagna è necessaria una pre-terapia per prevenire i sintomi del male di montagna».

Quali rischi si possono correre se soggetti a rischio effettuano escursioni in altura senza prima consultare un medico specializzato?

«I rischi maggiori sono a livello cardiovascolare: è possibile che subentri uno scompenso. Faccio un esempio. Una persona magari anziana con determinate patologie decide di andare in montagna, anche a quote modeste come 1500/1600 metri, per sfuggire al caldo o per respirare un po’ di aria fresca e compaiono problemi di scompenso, ipertensione e problemi respiratori. Questo è ciò che avviene più frequentemente. In altri casi possiamo parlare, invece, di mancate performance. Un soggetto affetto da una patologia che non conosce le proprie potenzialità e decide di fare un’escursione impegnativa può non essere in grado di portarla a termine come previsto».

Quindi anche per le spedizioni in montagna ci può essere una consulenza.

«Assolutamente. È possibile attivare una consulenza con questo ambulatorio per chi volesse organizzare una spedizione in quota. Personalmente in passato mi sono già occupato di compilare la lista di farmaci da portare in spedizione, oppure di fare lo studio clinico della persona che stava per partire in spedizione: esami ematochimici, test respiratori e test da sforzo».

Ci sono poi altri ambiti di intervento?

«C’è l’aspetto che riguarda i congelamenti. Non si tratta di una casistica particolarmente frequente nella nostra realtà, ma non è comunque totalmente assente. Questo è un ambito di stretta cura nei confronti dei soggetti che hanno riportato un congelamento e per i quali si rende necessaria una serie di interventi che vanno dai farmaci fino ai trattamenti loco-regionali per avere una vasodilatazione locale e migliorare la perfusione».

Ci sono poi altri aspetti che vedono coinvolta la medicina di montagna?

«Un ultimo aspetto è quello del training. Parliamo di un ambito molto specifico che tocca anche la medicina sportiva. È, in sostanza, la parte relativa all’allenamento in preparazione di un’eventuale attività in quota. Questo vale sia per le attività di tipo agonistico come le ultra trail che si corrono in montagna che per le attività più specifiche».

Il servizio di medicina ipobarica (medicina di montagna) non è oggi molto diffuso?

«Attualmente sono veramente pochi i colleghi che hanno sviluppato questo tipo di servizio. Progetti come questo sono poco presenti in Italia oggi, nonostante l’attività sportiva ed amatoriale legata alla montagna sia in costante crescita. Soprattutto in questo periodo post Covid l’attività outdoor è in espansione, ma va affrontata con le dovute cautele».

 

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