A Bergamo apre l’ambulatorio di robotica

Sarà propedeutico per gli interventi di Acqui Terme.

Habilita ha portato il futuro nel presente. In ambito di chirurgia ortopedica è infatti uno dei pochissimi gruppi che può contare sull’utilizzo di strumenti robotici di altissimo livello per gli interventi di protesi al ginocchio. Il connubio tra intelligenza artificiale e professionisti di alto livello si è rivelato vincente. Nella Casa di Cura Villa Igea di Acqui Terme (AL) sono sempre di più, infatti, le persone che si sottopongono all’intervento di protesi completa di ginocchio con l’utilizzo di Rosa Knee, il sistema robotico che accompagna il chirurgo sia prima che durante l’operazione. Il primo professionista di Habilita a utilizzare questo sistema è il Dr. Federico D’Amario. Per consentire anche all’utenza bergamasca di poter accedere a questo avanzato sistema di intelligenza artificiale, Habilita, a partire dal 27 gennaio, ha deciso di aprire al Poliambulatorio San Marco di Bergamo in piazza della Repubblica 10 un ambulatorio di ortopedia specifico per patologie al ginocchio. Abbiamo chiesto al Dr. D’Amario a quale tipologia di pazienti si rivolge. «L’ambulatorio – spiega il Dr. D’Amario – si rivolge soprattutto a pazienti affetti da artrosi di ginocchio a cui possiamo proporre una soluzione innovativa ed efficace caratterizzata dalla tecnologia avanzata che contraddistingue Habilita. In Habilita Poliambulatorio San Marco di Bergamo viene effettuata una visita specialistica approfondita con l’obiettivo di evidenziare la gravità della patologia e individuare la miglior cura possibile. Qualora si rendesse necessario possiamo effettuare, nella Casa di Cura Villa Igea di Acqui Terme, interventi risolutivi del quadro artrosico».

Quali sono i segnali che indicano che è il caso di effettuare una visita medica?

«Parliamo di dolore, algia e impotenza funzionale al ginocchio che comportano una difficoltà al cammino, una difficoltà nello svolgimento dell’attività sportiva. Negli ultimi anni la chirurgia ricostruttiva del ginocchio ha fatto importantissimi passi avanti e l’acquisizione di tecnologia robotica ha migliorato ulteriormente i risultati permettendo di ottenere soluzioni definitive ottimali».

Qualcuno può essere spaventato dall’idea di dover portare una protesi?

«Vorrei fare chiarezza su questo argomento – prosegue il Dr. D’Amario –. Quando si parla di protesi, ancora oggi, c’è chi teme di non poter più tornare alla vita di prima. Questo è totalmente sbagliato. La protesi rappresenta una soluzione definitiva che permette al paziente di tornare alla propria attività con una buona qualità di vita».

Solitamente in quale fascia d’età è consigliabile sottoporsi ad un intervento di protesi al ginocchio?

«Sulla base della mia esperienza direi che superati i 60 anni è un intervento che si può fare senza alcun problema e che fornisce risultati di alto livello. Ci sono però situazioni come quelle di lavoratori manuali o agricoltori, in cui lo sforzo fisico è particolarmente elevato, in cui già a 50 anni si incontrano casi molto gravi e per cui è necessario un intervento di protesi al ginocchio».

Quali sono i vantaggi che derivano dall’utilizzo della robotica?

«I vantaggi sono innumerevoli. Se dovessi sceglierne uno particolarmente evidente per il paziente direi la possibilità di avere un ricovero veloce per quelle patologie che non necessitano tempi di immobilità molto lunghi. Parliamo di un ritorno all’attività quotidiana nel giro di 2/3 settimane. Inoltre sottolineo il fatto che la permanenza in ospedale viene drasticamente ridotta, il ché, in questo particolare periodo, direi che rappresenta un fattore non secondario».

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