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Chirurgia protesica alla spalla

15/10/2021
Info per il pubblico

In Habilita Casa di Cura I Cedri è stato attivato il nuovo ambulatorio di ortopedia specifica per le patologie di spalla. Visite specialistiche ed interventi chirurgici vengono realizzati da professionisti specializzati in questo particolare ambito dell’ortopedia. L’équipe vede la presenza del Dr. Paolo Rolla e del Dr. Mario Rossoni. Entrambi gli specialisti, già presenti anche nella sede Habilita di Acqui Terme, ora operano anche nella sede di Fara Novarese (No). Abbiamo chiesto al Dr. Rolla di illustrare quali sono le patologie più frequenti per le quali si rende necessario un intervento chirurgico alla spalla.

 «Le patologie della spalla che incontriamo con maggiore frequenza – spiega il Dr. Rolla – sono quelle legate alla cuffia dei rotatori (spalle dolorose con sofferenza della cuffia, fino alla rottura della cuffia dei rotatori), problematiche al tendine del capo lungo del bicipite che possono interessare sportivi, lavoratori manuali e casalinghe. Ci occupiamo poi di interventi relativi all’instabilità di spalla che vengono effettuati sia in artroscopia che a cielo aperto a seconda delle condizioni primarie della patologia: se abbiamo un’instabilità determinata dal cedimento dei tessuti molli con pochi episodi di lussazione allora interveniamo con la chirurgia artroscopica, in caso di revisione o di danni ossei si effettuano operazioni a cielo aperto con trapianto osseo. Abbiamo poi tutta la patologia degenerativa artrosica che richiede invece un trattamento con sostituzione articolare protesica».

 

Vi occupate anche di patologie del gomito?

«Sì, interveniamo nei casi di gomiti dolorosi con problematiche che conseguono alterazioni di modesta entità ma che possono rivelarsi molto invalidanti. Anche in questo caso possiamo intervenire sia a cielo aperto che con interventi artroscopici. Con le stesse modalità affrontiamo anche casi di rigidità di gomito, che in questa articolazione si manifesta frequentemente a seguito di eventi traumatici o di trattamenti chirurgici. Più raramente si presentano casi in cui è necessario intervenire con l’impianto di una protesi totale di gomito che viene utilizzata nei casi di artrosi particolarmente grave o in eventi post traumatici importanti».

Quali sono i sintomi che dovrebbero spingere una persona a sottoporsi ad una visita specialistica alla spalla?

«La persona che ha una spalla dolorosa può nascondere, dietro una sintomatologia che potrebbe essere riconducibile ad una tendinopatia, delle patologie più importanti. Ad esempio, mi è capitato spesso di vedere negli ex culturisti dei casi di artrosi in età inusuale. A 40 anni ci troviamo di fronte ad artrosi tipiche di persone over 75. Questo è un problema legato frequentemente al sovraccarico articolare in età giovanile. Io consiglio quindi sempre di effettuare esami di diagnostica (radiografie e risonanza magnetica) per individuare con esattezza da dove nasce il problema. Spesso oggi le persone si presentano con una semplice ecografia che fornisce una visione molto superficiale dei problemi. Se una persona soffre di dolore alla spalla da oltre un mese e mezzo nonostante l’assunzione di antiinfiammatori, allora è il caso di verificare approfonditamente la situazione e capire come trattarla per risolvere il problema. I problemi lievi, che possono passare spontaneamente o con semplici trattamenti fisioterapici in un mese e mezzo, si risolvono, quelli che perdurano possono rivelarsi più seri di quanto appaia da un’ecografia».

Dopo un intervento alla spalla quanto tempo è necessario per tornare alla normalità?

«Una persona che si sottopone ad un intervento a causa della rottura della cuffia dei rotatori può iniziare a fare un lavoro manuale leggero a distanza di circa 3-4 mesi, mentre per i lavori più pesanti dai 4 ai 6 mesi a seconda dell’evoluzione soggettiva della cicatrizzazione, che presenta alcune variabili temporali. Per quanto riguarda l’instabilità di spalla, il ritorno ad un utilizzo quotidiano dell’arto, i tempi sono molto più ristretti. Nel giro di circa 2 mesi il soggetto ha già una buona libertà d’azione, ma per non rischiare una recidiva deve essere molto progressivo e prudente nella ripresa; il percorso di recupero deve essere calibrato su misura: deve essere valutato il tipo di sport o di lavoro da cui è nata la problematica. In questo senso la nostra esperienza ci consente di consigliare al meglio tutti i pazienti».

Per l’intervento di spalla vengono utilizzate tecniche che permettono una minor invasività?


«Assolutamente. La minor invasività è data sia da trattamenti di tipo artroscopico, che da trattamenti a cielo aperto realizzati con degli accessi che siano poco lesivi, ovvero rispettosi dell’anatomia e delle strutture muscolari, per facilitare la ripresa ed avere quindi un recupero di forza più rapido e quindi più completo».