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Habilita aderisce alla campagna della Lilt

13/10/2021
Info per il pubblico

Il tumore al seno colpisce ogni anno 55 mila donne solo in Italia. Nel nostro paese è il primo tumore nelle donne di tutte le fasce di età. Se individuato precocemente, viene sconfitto da nove donne su dieci: la prevenzione e fondamentale. Ma non bisogna abbassare la guardia. Anche Habilita, infatti, ha preso parte alla campagna della Lilt, chiamata Nastro Rosa, mettendo a disposizione i propri specialisti per visite gratuite nel mese della prevenzione. Abbiamo chiesto al senologo di Habilita, il Dr. Giuseppe Panzeri di approfondire l’importanza della prevenzione in questo ambito.
 

«Il tumore al seno – spiega il Dr. Panzeri – è il tumore più diffuso nella donna. La sua incidenza è maggiore nei paesi economicamente più avanzati e si stima che una donna su 8 possa ammalarsi di questa patologia nell’arco della vita. Anche se i nuovi casi diagnosticati ogni anno sono in lieve incremento, soprattutto dopo i 40 anni, la mortalità nell’ultimo ventennio è in progressiva diminuzione. È per questo che bisogna fortemente credere nella prevenzione perché è un momento fondamentale per ridurre il rischio di diagnosi di malattia in fase avanzata e per progettare un percorso diagnostico “personalizzato” per ogni donna. Una buona prevenzione permette una diagnosi precoce ed una sopravvivenza superiore al 90%».


Quali sono i principali fattori di rischio, quali quelli protettivi e che tipo di prevenzione possiamo fare?

«Alcuni fattori di rischio sono intrinseci ed immodificabili come l’età: infatti la possibilità di ammalarsi cresce con l’avanzare degli anni o come la vita riproduttiva per cui quanto più la finestra è ampia, menarca precoce e menopausa tardiva, tanto più aumenta il rischio di ammalarsi.  Anche la familiarità rappresenta un maggiore fattore di rischio anche se non va confusa con l’ereditarietà. Ciò che bisogna incentivare è piuttosto la cosiddetta prevenzione primaria, che dipende dai nostri comportamenti, per cui uno stile di vita “sano” con una dieta ricca di frutta, verdura e pesce; una giusta attività fisica, l’evitare il sovrappeso,  il fumo e l’abuso di alcool può permettere una riduzione significativa del rischio di ammalarsi.
 

Qual è il ruolo dell’autopalpazione?

«L’autopalpazione – prosegue il Dr. Panzeri – non deve essere considerata un esame di screening e non deve sostituire la visita clinica e la diagnostica strumentale, ma è comunque un momento importante e da incentivare perché la donna che conosce il proprio seno può accorgersi che “qualcosa è cambiato” rispetto all’autopalpazione precedente e rivolgersi quindi precocemente al proprio medico o allo specialista


Qual è l’età giusta per iniziare a pensare ad una visita senologica?

«Anche se non ci sono criteri assolutamente definiti penso che sia corretto iniziare a pensare ad una vista senologica attorno ai 25 anni. Se è pur vero che l’incidenza aumenta con l’età è altrettanto vero che una discreta percentuale di casi si manifesta prima dell’età dello screening. È raccomandato invece – conclude il Dr. Panzeri – lo screening mammografico annuale dall’età di 40 anni integrato dalla visita clinica».