ATTENZIONE ALLE CEFALEE

martedì 1 ottobre 2019

Info per il pubblico
Il mal di testa, che in termini medici viene chiamato anche cefalea, è un disturbo molto comune che si stima colpisca in Italia circa 10 milioni di persone. Abbiamo chiesto alla dottoressa Giovanna Bosco, neurologa di Habilita, di spiegarci meglio questo problema che a volte risulta particolarmente invalidante.
“È un disturbo – spiega la dottoressa Bosco – caratterizzato dalla presenza di dolore all’altezza del cranio e, a seconda del tipo di mal di testa, e delle sue caratteristiche, può presentare dei sintomi leggermente differenti da un soggetto a un altro. Per ciò che riguarda le cause, nella maggioranza dei casi, si tratta di cefalee primarie che comprendono l’emicrania e la cefalea tensiva: queste sono le forme più comuni. In questa situazione il mal di testa presenta un sintomo aspecifico e non è legato alla presenza di una patologia vera e propria. L’altra grossa classe comprende invece le cefalee secondarie e sono connesse a una patologia in atto nel sistema nervoso centrale. In questi casi è fondamentale l’intervento di un medico specialista perché sarà poi necessario effettuare degli approfondimenti specifici per capire quale sia la causa della cefalea. Si potrebbero infatti riscontrare, in alcuni casi, situazioni gravi come neoplasie craniche, piuttosto che infezioni, oppure esiti di traumi cranici o lesioni ischemiche cerebrali”.

Come comportarsi appena si presenta un mal di testa?

"La maggior parte di noi sperimenta nella propria vita prima o poi il mal di testa. Qualora si tratti di un evento sporadico che si verifica una volta ogni due o tre mesi e non è particolarmente invalidante il consiglio è quello di assumere preferibilmente un farmaco analgesico e non un antinfiammatorio. Il paracetamolo è la soluzione migliore. Va assunto il prima possibile dall’inizio dell’attacco del mal di testa perché prima si prende il farmaco, maggiore è la possibilità che il mal di testa regredisca in tempi rapidi. Qualora invece il mal di testa diventi un problema che compare con una maggiore frequenza, con crisi intense che non rispondono ai comuni antinfiammatori e che diventano quindi invalidanti disturbando anche il sonno, è indicata una visita specialistica neurologica".

Quali sono alcune delle possibili cause dell’insorgenza del mal di testa?

"A volte alcune forme di mal di testa particolarmente invalidanti possono essere legate ad abitudini di vita non corrette. Ad esempio un ritmo sonno-veglia non regolare può provocare fastidiosi mal di testa, oppure, nel caso di alcune emicranie, ci sono fattori che possono favorire l’insorgenza degli attacchi come l’assunzione di determinati alimenti ricchi di stamina (cioccolato, formaggi fermentati, fragole). Altre condizioni che possono predisporre l’insorgenza del mal di testa sono la presenza di uno stress fisico oppure emotivo persistente".

Come interviene lo specialista per aiutare un paziente?

"Nel caso in cui il mal di testa diventi molto frequente e disturbante, oppure nel caso in cui una persona che non ha mai sofferto di questo disturbo cominci a soffrirne, oppure pur soffrendone già da tempo, le caratteristiche del mal di testa siano cambiate rispetto al passato è indicato l’accesso a una visita specialistica. Lo specialista effettuerà una raccolta dei dati clinici del paziente e individuerà eventualmente la necessità di ulteriori approfondimenti e soprattutto la possibilità di trattare il mal di testa, oltre che con la terapia antidolorifica, anche con terapie di profilassi che si assumono per determinati periodi di tempo (dai 3 ai 6 mesi) e che aiutano i pazienti con forme di cefalee croniche come l’emicrania ad avere una minore frequenza ed una minore intensità delle crisi e quindi a convivere meglio con il proprio problema".

La dottoressa Giovanna Bosco riceve i pazienti in Habilita Istituto di Neuroriabilitazione ad Alta Complessità di Zingonia.